Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo, ma potresti aver bisogno di sapere come il visore per la realtà mista di Apple, il Vision Pro, potrà rivoluzionare la psicologia.
IL NUOVO VISORE DI APPLE PER LA REALTà MISTA
E’ possibile dopo anni di speranze mai completamente soddisfatte credere che la realtà virtuale rivoluzioni finalmente la psicologia? A mio avviso questa volta si, ci siamo e forse poteva riuscirci solo Apple. E a dire il vero più che la realtà virtuale a riuscirci sarà la realtà mista, ossia quella tecnologia che consente indossando un visore di aggiungere e mescolare al nostro ambiente reale elementi virtuali.
Ma andiamo con ordine, nelle ultime settimane è stato presentato al mondo il primo visore di Apple per la realtà mista, l’Apple Vision Pro che possiede finalmente le specifiche tecniche necessarie e sufficienti per pensare di rivoluzionare l'uso di questa tecnologia e che può avere dei risvolti sorprendenti anche in alcune pratiche terapeutiche.
I limiti dei visori attuali
Io sono più di 10 anni che utilizzo la realtà virtuale e mi sono ormai chiare quali sono state le cause che hanno limitato la diffusione nella pratica psicoterapeutica dell’uso della realtà virtuale. Tra le principali troviamo:
- Gli evidenti limiti nella qualità visiva che non consente un totale coinvolgimento nell’esperienza virtuale.
- La rigidità degli scenari virtuali che mancano della possibilità di poter aggiungere e personalizzare l’esperienza, perché a oggi le realtà che producono software anche medico offrono solamente scenari guidati come ci trovassimo su dei binari di un treno.
- L' impossibilità di poter interagire in modo ecologico ossia simile alla realtà con lo scenario, io non posso afferrare una pallina ma devo premere un pulsante sul controller per farlo.
- Il senso di isolamento dall’ambiente che il visore produce, la persona che indossa il visore si trova completamente isolata e tranne rari software specifici, io terapeuta in terapia non posso interagire in alcun modo all’interno dello scenario in cui la persona è immersa.
Ma finalmente tutte queste limitazioni stanno per essere abbattute da Vision Pro, un visore che con un paio di ore di presentazione ha fatto puzzare di vecchio tutto quello che sino a ora era stato immesso sul mercato. Il visore Quest Pro di Meta rilasciato meno di un anno fa in confronto sempre un giocattolo. Ma quali sono le caratteristiche rivoluzionare che questo visore possiede e come impatteranno nella psicologia?
PRIMA CARATTERISTICA LA QUALITà DELLE IMMAGINI
Ogni visore di realtà virtuale, chiamiamola così per comodità anche se come vi ho detto questo è un visore di realtà mista, presenta due schermi uno per occhio, che sono fondamentali per ricreare la sensazione di trovarsi in un ambiente tridimensionale. Sino a oggi la risoluzione dei visori consentiva di avere una qualità di medio livello, in cui era nettamente presente la sensazione di trovarsi all’interno di un ambiente virtuale, non consentendo così una totale immersione nell’esperienza.
In sostanza so di trovarmi in un scenario virtuale per quanto fatto bene.
Ma ora per la prima volta siamo davanti a un visore commerciale con una risoluzione 4K per ogni occhio, parliamo di una qualità altissima che in sostanza si avvicina a quello che oggi possiamo osservare nei videogame di più alto livello. Sarà come essere immersi in uno spazio virtuale con la stessa nitidezza che possiamo osservare su uno schermo del Macbook pro.
Perché sarà importante questo per la psicologia?
Perchè andrà a influire su uno dei parametri fondamentali dell’esperienza in realtà virtuale che è il senso di presenza. Detto semplicemente per fare in modo che un’esperienza in realtà virtuale funzioni io devo avere la percezione di essere presente in quel luogo, di vivere realmente quell’esperienza in quel momento. Come potete immaginare, uno dei fattori più importanti è la qualità visiva dell’esperienza, per cui maggiore è maggiore sarà il senso di coinvolgimento. Un pò come quando si vede un film, immaginate di vedere Avatar in 3d al cinema o di vederlo sullo smartphone sul letto, c’è una netta differenza nell'immersione sperimentata.
La qualità e pulizia visiva di questo nuovo visore ci consentirà di far immergere le persone in scenari totalmente credibili, il che ci consentirà di osservare realmente i processi patologici che si verificano nella persona in situazioni per esempio fobiche. Questo perché non vi sarà più una così netta differenza tra lo scenario virtuale e quello reale. Per cui io potrò verificare quali sensazione fisiche o quali pensieri disfunzionali si attivano in una persona nel caso si trovasse in una stanza minuscola dove la sensazione di soffocare sarà molto vicina a quella sperimentata in situazioni reali. Avrò però il vantaggio di farla vivere in studio al paziente e nel caso intervenire bloccando l’esperienza se ve ne fosse bisogno o modificarla a mio piacimento.
SECONDA CARATTERISTICA LA PRESENZA DEL TERAPEUTA NELLO SCENARIO
Il fatto che io possa intervenire direttamente nello scenario rappresenta il secondo grande vantaggio offerto dal nuovo visore.
Per quelle che sono le tecnologie attuali presenti sino a oggi sul mercato, nella quasi totalità dei casi io terapeuta non posso interagire direttamente con la persona nello scenario presente nel visore. Per cui io posso solo offrire comandi e indicazioni attraverso la voce dall’esterno. Ma anche questo sembra un lontano ricordo, infatti grazie a ben 12 telecamere che riprendono il volto sarà possibile per il terapeuta, indossando anche lui a suo volta un visore, entrare direttamente nell’esperienza con le forme di un piccolo avatar e accompagnare così la persona nell’esperienza virtuale.
Questa funzione in realtà non è del tutto nuova in quanto anche il visore Quest Pro di Oculus, presenta caratteristiche simili, ma le
conoscenze di Apple sviluppate nel tempo fanno credere che potremmo effettivamente avere una versione più fedele di noi stessi nello scenario, riuscendo a interagire con esso.
Perché sarà importante questo per la psicologia?
Perché offrira la possibilità al terapeuta di essere realmente presente all'interno dell'esperienza vissuta dalla persona e in questo modo ridurre il senso di distrazione causato dall'esterno e al tempo stesso ridurre il senso di isolamento che la persona sperimenta con gli attuali visori.
TERZA CARATTERISTICA LA POSSIBILITà DI REGISTRARE VIDEO E FOTO in 3d
Il visore di Apple sarà in grado di registare video e foto dell’ambiente circostante, consentendo poi di riviverle in un secondo momento. I video e le foto oltre a essere a 360 gradi saranno anche registrati in 3D, per cui sarà possibile esplorarli tenendo in considerazione l’aspetto della profondità. Apple ha anche mostrato la possibilità di riprendere un oggetto reale con il visore e poi di trasformarlo in controparte virtuale.
Perché sarà importante questo per la psicologia?
A oggi non è possibile sia per problemi di costi che di tempi, ricreare in realtà virtuale ogni tipologia di scenario o di situazione da sottoporre alla persona. Immaginate per esempio un atleta che ha bisogno di allenarsi a gestire la tensione di una gara in un particolare stadio. Non posso andare da uno sviluppatore e chiedergli in 3 giorni di costruirmi la rappresentazione in realtà virtuale di quello stadio. Problema però superato grazie al visore di Apple, per cui potrò registrarlo in altissima qualità, rivederlo in 3D e lavorare sulla gestione emotiva dell’atleta mentre si trova nello stadio.
Stesso discorso vale per la possibilità di poter convertire oggetti reali in oggetti tridimensionali. Potrò prendere elementi comuni della vita della persona che incontra nella sua vita reale e poterli ricreare in oggetti tridimensionali nell’ambiente virtuale. In questo modo aumenterò ancora di più il senso di continuità con la vita della persona.
QUARTA CARATTERISTICA la collaborazione con aziende della salute mentale
La quarta caratteristica che durante la presentazione è stata mostrata, cosa mai accaduta prima, è stata la collaborazione con una società la XRHealth, che si occupa dal 2012 di sviluppare esperienze e scenari per il trattamento di disturbi mentali.
Perché sarà importante questo per la psicologia?
Perché a livello simbolico il fatto che una realtà come Apple decida di includere nel giorno della presentazione lo sviluppo di applicazioni pensate sin dal primo momento per la salute mentale, fa ben sperare sul fatto che in futuro potremmo disporre di esperienze sempre più specifiche, evitando come abbiamo fatto sino a oggi di dover adattare molto spesso esperienze nate per altre finalità. Inoltre è evidente che una scelta come questa sembra riflettere l’idea che questo visore sia pensato e costruito per affiancare le persone nel loro lavoro e non per il gaming.
QUINTA CARATTERISTICA ASSENZA DI COMANDI PER INTERAGIRE CON GLI SCENARI
Apple ha mostrato che sarà possibile interagire con l’ambiente reale e virtuale creato sia attraverso il nostro sguardo e sia attraverso alcuni movimenti delle nostre mani. Anche questa funzione è in parte presente su altri visori, ma il fatto nuovo è che il visore di Apple nasce senza prevedere dispositivi per interagire con l’ambiente, in questo senso costringerà chiunque voglia sviluppare degli scenari a crearli esclusivamente pensati su meccaniche interattive di questo tipo.
Perché sarà importante questo per la psicologia?
Perché ancora una volta inciderà sul senso di presenza nell’esperienza che andremmo a fare. Come detto più l’esperienza è simile a quella reale e più ci sentiamo coinvolti in essa. A oggi se io volessi provare a sollevare un ragno dovrei farlo premendo un bottone su un controller, ma domani potrò invece utilizzare le mie mani direttamente, rendendo in questo modo l’esperienza più reale.
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Info sull'autore
Mi chiamo Marco Borgese e sono uno psicologo, PhD student presso l’Università degli studi di Salerno, psicoterapeuta ad approccio strategico integrato e sono certificato come practitioner EMDR ed esperto in Mindfulness MBSR.
Collaboro come mental coach con atleti di alto livello, troverai nel sito alcune testimonianze, collaboro inoltre nell'atletica con la velocità delle Fiamme Gialle e la Vero Volley, mentre in passato ho collaborato con la Stella Azzurra basketball.
Sono docente presso il corso Uefa Pro dell'Università del calcio di Coverciano, nel Master in psicologia digitale di Idego e nel Master Giunti in psicologia dello sport.