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Perché alcune volte ti senti peggio dopo una seduta di terapia? La risposta della Psicologia

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Intraprendere un percorso terapeutico è un viaggio verso una maggiore consapevolezza e benessere. Tuttavia, non sempre ci si sente immediatamente meglio dopo una seduta. Anzi, a volte emergono disagio, confusione o emozioni intense che possono far pensare che qualcosa non stia funzionando. In realtà, questi momenti sono una parte normale, e necessaria, del processo di guarigione e crescita personale. Vediamo insieme perché.

La Riorganizzazione Cognitiva ed Emotiva

Quando lavoriamo in terapia su ricordi dolorosi, conflitti irrisolti o emozioni difficili, la nostra mente inizia un processo di riorganizzazione cognitiva ed emotiva. Questo significa che il cervello rielabora vecchie esperienze, integra nuove prospettive e ridefinisce il modo in cui percepiamo noi stessi e il nostro passato.

Anche se necessario, questo processo può essere inizialmente destabilizzante. È come riorganizzare una stanza piena di oggetti: prima di vederla in ordine, è necessario tirare tutto fuori, creando momentaneamente confusione.

Gli Schemi Emotivi: La Nostra Zona di Comfort

I nostri schemi emotivi, pensieri, comportamenti ed emozioni che abbiamo sviluppato per affrontare situazioni difficili, rappresentano per noi una sorta di "zona di comfort" psicologica, anche quando sono disfunzionali. Per esempio, un senso di colpa costante o la paura dell’abbandono, per quanto dolorosi, possono fornire un falso senso di stabilità perché sono familiari.

Quando, attraverso la terapia, iniziamo a rinunciare a questi schemi, ci troviamo a entrare in un territorio emotivo sconosciuto. La mente, abituata a funzionare in un certo modo, può resistere al cambiamento, generando incertezza, disagio e persino una sensazione di vuoto temporaneo.

Affrontare i Ricordi Dolorosi

Un’altra fonte di disagio in terapia è il lavoro sui ricordi dolorosi o traumatici. Questi ricordi non sono semplicemente eventi passati, ma esperienze che spesso restano intrappolate nella memoria, non elaborate e frammentate. Il cervello, quando si trova di fronte a un evento troppo intenso, può "bloccare" l’elaborazione, lasciando il ricordo associato a emozioni forti come paura, tristezza o rabbia.

In terapia, questi ricordi vengono riattivati e portati alla consapevolezza. Non significa solo ricordare l’evento, ma anche rivivere, in parte, le emozioni ad esso associate. È un processo necessario: il cervello sta finalmente affrontando quel ricordo per "rimetterlo al suo posto".

Pulire una Ferita per Guarire

Affrontare i ricordi dolorosi in terapia è simile a pulire una ferita fisica: disinfettarla può essere doloroso, ma è necessario per guarire. In questo processo, il ricordo viene riesaminato e "ripulito" dalle emozioni non elaborate, permettendo di integrarlo in modo sano nella memoria. Questo richiede energia mentale ed emotiva, portando spesso a un senso di stanchezza o confusione temporanea.

Sentirsi Peggio Non È un Fallimento

È importante capire che sentirsi peggio non significa che la terapia non stia funzionando. Al contrario, è un segnale che il lavoro sta andando in profondità. Come insegna la psicologia umanistica, il cambiamento richiede vulnerabilità e coraggio. Attraversare questi momenti difficili è parte integrante del processo di crescita.

Molte persone, dopo aver elaborato ricordi dolorosi o schemi disfunzionali, riferiscono di sentirsi più forti, consapevoli e resilienti. È come attraversare un temporale per poi godersi il sole: il disagio temporaneo prepara il terreno per un maggiore benessere a lungo termine.

Parla con il Tuo Terapeuta

Se ti senti destabilizzato o confuso dopo una seduta, non esitare a parlarne con il tuo terapeuta. Condividere le tue sensazioni non solo ti aiuterà a comprendere meglio ciò che stai vivendo, ma permetterà al terapeuta di accompagnarti in modo più efficace nel tuo percorso.

in conclusione

Sentirsi peggio dopo una seduta di terapia è un’esperienza normale e spesso necessaria. È un segno che stai lavorando su aspetti profondi di te stesso e che stai facendo progressi. Abbraccia questi momenti con la consapevolezza che il cambiamento richiede impegno, ma porta a una maggiore libertà emotiva e a una vita più autentica.


Grazie per aver condiviso con me questo viaggio nell’universo della mente umana. Se ti piace questo progetto puoi supportarlo seguendomi su Instagram e Spotify. Tu non hai bisogno dello psicologo, ma io ho bisogno di te.

Info sull'autore
Mi chiamo Marco Borgese e sono uno psicologo, PhD student presso l’Università degli studi di Salerno, psicoterapeuta ad approccio strategico integrato e sono certificato come practitioner EMDR ed esperto in Mindfulness MBSR. Collaboro come mental coach con atleti di alto livello, troverai nel sito alcune testimonianze. Collaboro inoltre nell'atletica con la velocità delle Fiamme Gialle e la Vero Volley, mentre in passato ho collaborato con la Stella Azzurra basketball. Sono docente presso il corso Uefa Pro dell'Università del calcio di Coverciano, nel Master in psicologia digitale di Idego e nel Master Giunti in psicologia dello sport.

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