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Convinzioni personali: da dove nascono e come trasformarle in forza

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Le convinzioni sono il modo in cui il nostro cervello interpreta il mondo, trasformando esperienze ed emozioni in "verità" personali. Queste credenze ci aiutano a dare senso alla realtà e a proteggerci. Ma cosa succede quando una convinzione non ci serve più o addirittura ci limita? Scopriamo insieme le radici di ciò che pensiamo di sapere su di noi e sul mondo, esplorando i fattori chiave che le influenzano.

Le prime radici: l'infanzia e l'attaccamento

Le convinzioni si formano inizialmente durante l'infanzia, influenzate dalle figure di attaccamento significative, come i genitori. Secondo John Bowlby, padre della teoria dell’attaccamento, i legami emotivi con i caregiver gettano le basi per credenze fondamentali come: “Posso fidarmi degli altri?” o “Sono degno di amore?”.

Un bambino che cresce in un ambiente sicuro svilupperà convinzioni positive (“Sono al sicuro”), mentre uno esposto a critiche costanti potrebbe interiorizzare un senso di inadeguatezza.

Anche le nostre radici biologiche giocano un ruolo importante. Studi sull'epigenetica mostrano che le esperienze dei genitori possono influenzare il nostro cervello, suggerendo che alcune convinzioni potrebbero avere basi genetiche.

L’influenza dell’ambiente e della cultura

Crescere in una determinata società, frequentare specifiche scuole e interagire con i media contribuisce a modellare le nostre credenze. Albert Bandura, con la sua teoria dell’apprendimento sociale, dimostra che osservare gli altri influisce sui nostri comportamenti e convinzioni, soprattutto durante l’adolescenza.

In una scuola che premia la creatività, i bambini possono sviluppare la convinzione “Posso essere originale”, mentre in contesti rigidi potrebbero interiorizzare: “Devo seguire le regole per essere accettato”.

Culturalmente, come evidenziato dal modello delle dimensioni culturali di Geert Hofstede, alcune società enfatizzano l’individualismo (“Pensa per te stesso”), mentre altre privilegiano il collettivismo (“L’importanza è nel gruppo”). Questi valori influenzano profondamente le convinzioni individuali.

Esperienze significative e traumi

Eventi significativi, come successi, fallimenti o traumi, possono plasmare le nostre convinzioni in modo rapido e duraturo. Secondo la teoria del condizionamento classico di Pavlov, esperienze intense creano associazioni forti.

Un atleta che fallisce in una competizione importante potrebbe sviluppare la convinzione limitante “Non sono bravo abbastanza”. Un intervento positivo di un coach può trasformarla in “Questo è solo un passo verso il successo”.

Tecniche come l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) possono aiutare a rielaborare convinzioni radicate in traumi, permettendo un cambiamento significativo.

Neuroscienze delle convinzioni

Il nostro cervello è progettato per creare e mantenere convinzioni. Il sistema limbico e la corteccia prefrontale giocano un ruolo chiave in questo processo. Secondo Robert Dilts, nella sua teoria dei livelli neurologici, le convinzioni influenzano ogni aspetto della nostra vita, dalla nostra identità alle azioni quotidiane.

Un fenomeno importante è il bias di conferma, descritto da Daniel Kahneman. Tendiamo a cercare informazioni che confermano le nostre credenze esistenti, ignorando quelle contrarie. Una persona convinta di essere un cattivo oratore noterà solo gli errori durante un discorso, ignorando i momenti di successo.

Come le convinzioni influenzano le azioni

Le convinzioni non sono solo pensieri: determinano ciò che facciamo. Carol Dweck, con la sua teoria della “mentalità di crescita”, mostra come credenze sul proprio potenziale influenzino le prestazioni. Chi crede di poter migliorare affronta le sfide con determinazione, mentre chi pensa di essere “inadeguato” potrebbe rinunciare in partenza.

Modificare le convinzioni

La buona notizia è che le convinzioni non sono immutabili. Attraverso consapevolezza e pratica, possiamo cambiarle. La Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) offre strumenti come il reimprinting per sostituire ricordi negativi con interpretazioni più funzionali.

Strategie pratiche

- Identifica una convinzione limitante.

- Trova prove contrarie a quella convinzione.

- Sostituiscila con una nuova convinzione più utile.

Non sono bravo in matematica” può diventare: “Posso migliorare con la pratica”.

In conclusione

Le convinzioni sono potenti. Possono limitarci o potenziarci, ma la scelta è nostra. Esplorare da dove nascono è il primo passo per vivere in modo più consapevole. Se ti è piaciuto questo viaggio nell’universo della mente, continua a seguirmi per scoprire come trasformare i tuoi pensi


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Info sull'autore

Mi chiamo Marco Borgese e sono uno psicologo, PhD student presso l’Università degli Studi di Salerno, psicoterapeuta ad approccio strategico integrato e sono certificato come practitioner EMDR ed esperto in Mindfulness MBSR. Collaboro come mental coach con atleti di alto livello, troverai nel sito alcune testimonianze. Collaboro inoltre nell’atletica con la velocità delle Fiamme Gialle e la Vero Volley, mentre in passato ho collaborato con la Stella Azzurra Basketball. Sono docente presso il corso UEFA Pro dell’Università del Calcio di Coverciano, nel Master in Psicologia Digitale di Idego e nel Master Giunti in Psicologia dello Sport.

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